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venerdì 7 febbraio 2014

Bob Dylan er marchettaro

Parlando di musica questa volta non riuscirò a non mettere un piede nella politica, cosa che non vorrei fare, perché la politica è in teoria idea, filosofia, è qualcosa in cui credere, per qualcuno è stato qualcosa per cui morire. In pratica, però, è qualcosa da sfruttare per un tornaconto personale, quindi mi sembra insensato parlarne.
Vorrei parlare di Bob Dylan un cantante considerato da molti un mito vivente, da me personalmente un cantante qualsiasi e, dopo lo spot della FCA, un gran fio de na mignotta. Eh sì perché il paladino dei diritti umani, quello che scriveva canzoni come The times they are a-changin' o blowing in the wind, con testi vaghi e sempre opinabili, senza schierarsi mai definitivamente, che non se sa mai. Oggi sempre con la stessa tattica si ricicla testimonial di un società automobilistica e più in generale del consumismo. Una di quelle società legate necessariamente all'energia e al consumismo. Energia che è stata la causa principale di quasi tutte le guerre da 100 anni a questa parte e che non hanno guardato molto ai diritti umani. Bob Dylan è uno di quelli che ti dice che la guerra è brutta ma se dici che è un portavoce di pace si tira indietro. Un cacasotto o un fio de na mignotta, appunto. Uno di quelli che pensa sempre a i cazzi propri. Che ci si può aspettare da uno che si fa chiamare Dylan probabilmente per nascondere il suo cognome chiaramente ebraico Zimmerman. Effettivamente un cantante di musica folk ebreo non avrebbe fatto molto successo, bravo Bob anche qui c'hai preso! 
Quante volte ancora dovranno volare le palle di cannone perché siano definitivamente bandite? (how many times must the cannon balls fly before they're forever banned?). Lui intanto per oggi si schiera dalla parte del consumismo, tanto una palla di cannone in più o una in meno chi se ne accorge? In definitiva la risposta sta soffiando nel vento (the answer is blowin' in the wind), quindi sostanzialmente nessuno la sa.
Lennon lo aveva già capito quando disse che tra gli altri non credeva in Zimmerman.
Credo che un personaggio come Dylan avrebbe potuto evitare di lasciarsi tentare ancora una volta dal dio denaro, visto che sicuramente non gli manca e, vista la sua età, tra qualche anno neanche gli servirà più, quantomeno per il rispetto dei fans che hanno fatto la sua fortuna e che magari oggi vedono crollare il proprio mito. Che dire Bob, don't think twice it's alright.

giovedì 6 gennaio 2011

Yer Blues, John

In genere non mi interesso della vita privata dei musicisti che ascolto, ma negl'anni mi hanno seppellito di libri su vita morte e miracoli dei Beatles e in particolare di John Lennon, ma solo perché è morto... Un'artista morto vende di più. Infatti poco dopo la sua morte riuscì a piazzare tre canzoni nelle prime cinque posizioni delle classifiche americane, cosa che non riuscì più a nessuno, gli costò caro questo primato. Comunque John Lennon, oltre ad essere un grandissimo artista, fu anche un grande uomo forse... Lui non pretendeva di sapere come funziona il mondo e la vita, faceva soltanto in modo che il suo nome servisse a diffondere messaggi di fratellanza e pace tra i popoli, visto che anche una sua scoreggia faceva notizia (oggi sono quelle di Lady Gaga a fare notizia, pensa in che brutto mondo viviamo...) lui mise la sua popolarità al servizio di tutti. Da questo deduciamo che John Winston Lennon fu un grande uomo, veniamo ora alla sua vita privata.
Come sappiamo ormai tutti (con tutti i miei libri ora ci posso anche accendere il caminetto oppure li posso utilizzare per l'igiene intima), visto che ultimamente è uscito un film sulla sua infanzia "nowhere boy", John ebbe un'infanzia un po' burrascosa, il padre assente, la madre mezza matta e lui cresciuto con la zia. La madre venne investita da un'automobile proprio quando avevano riallacciato un buon rapporto. La domanda è perché John, dopo aver vissuto tutto questo fece qualcosa di simile al primo figlio Julian, che dichiarò in un'intervista che nella sua infanzia passò più tempo con lo zio Paul McCartney (beato lui) che con il padre? Perché inneggiare all'amore e alla pace se poi non si è capaci neanche di voler bene al proprio figlio?
Allora John era buono o cattivo? C'è una sua canzone che si intitola Mother che parla proprio della madre, del padre, del figlio (e dello spirito santo), le strofe che si riferiscono al figlio a mio vedere sono delle scuse (Children, don't do what I have done, I couldn't walk and I tried to run). Nella vita si fanno molti errori, alcuni gravi e difficili da perdonare, non si poteva pretendere che John Lennon fosse perfetto, l'importante è sapere ammettere le proprie colpe e cercare lì dove è possibile di rimediare ad essi e fu proprio questo che John fece. Infatti negl'anni settanta si narra che avesse un ottimo rapporto con il figlio. Quindi John, secondo me, non era né buono né cattivo, ma semplicemente un umano (molto intelligente) che, con tutti i suoi difetti, che in un modo o nell'altro abbiamo tutti, cercò di fare qualcosa di importante per noi. Quindi John Lennon fu un grande uomo.
Poi va bè se ci buttiamo in mezzo pure le canzoni.... che te lo dico a fare?

p.s.: visto che è ancora 6 gennaio e non vi ho fatto gli auguri per le feste, anche se siete pochi a seguire 'sto blog, visto che il numero di commenti totali si aggira attorno ai 15 (...quasi 1000!!!), vi faccio gli auguri come li farebbe Ringo Starr.. Peace and Love - Ad libitum.