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domenica 31 maggio 2015

Poveri ma belli

Perché quando una superfica va con uno bruttarello ma pieno di soldi sono tutti pronti a dire "quella va co' quello solo perché c'ha i soldi"?

Se Pippo Pancaro invece di essere stato un terzino milionario fosse stato un contadino dell'Aspromonte se la sarebbe fatta Adriana Volpe? E la letterina? E se Bobo Vieri invece di essere stato un bomber fosse stato uno stagnaro del Tufello se le sarebbe fatte tutte le veline more degli ultimi 15 anni? E se Fantantonio non fosse stato il pibe de Bari ma un pescatore di seppie se le sarebbe fatte le 600/700 donne che dichiara?
La risposta è no! E se se le fossero fatte tutti ci saremmo dati un'unica spiegazione, l'amore.

La risposta politicamente corretta media su tale argomento è che l'aspetto fisico e la stabilità economica non contano, quello che conta è il carattere, la simpatia e tante altre cazzate.
Poi però se sei un cesso senza una lira ma la persona più intelligente, simpatica e sensibile della terra la tua unica opportunità di riproduzione si trova comunque sotto a una montagna di merda a Malagrotta.
Purtroppo vengo colpito dall'irresistibile fascino della verità. Quello che mi infastidisce è che il nostro istinto di sopravvivenza tende a sminuire l'intelligenza e la scaltrezza e a elevare la bellezza. Nascere belli è solo una gran botta di culo, perché uno bello deve meritare di più di uno che pur non essendo una cima e neanche bello sia comunque riuscito solo con le sue forze a ottenere una posizione di spicco nella società?
Voglio dire perché diciamo che la letterina è andata con Pippo Pancaro solo perché è milionario e non diciamo che Pippo Pancaro è andato con la letterina solo perché è bona? E' ovvio che sono affermazioni entrambi vere eppure la seconda generalmente viene sottintesa.
Checché se ne dica, la bellezza è la dote migliore che si possa avere dal punto di vista della riproduzione. Mi dispiace per tutti quelli che per sopperire alla propria mancanza di appetibilità cercano di dimostrarsi intelligenti e di realizzarsi professionalmente, purtroppo ci sarà sempre un idraulico belloccio e una segretaria superfica che metteranno in discussione i vostri sentimenti.

Adesso scusate ma ho un appuntamento a Malagrotta.

lunedì 17 marzo 2014

Roma nun fa' la stupida

E' tutto perfetto, c'è la luna, un'altalena per due, il chiasso lontano di un sabato sera all'Angelo Mai, la complicità, sorrisi e risate, sguardi intensi, gli occhi di lei bellissimi che si abbinano perfettamente al biondo dei suoi capelli e soprattutto c'è il ponentino. Ci sono tutte le condizioni iniziali per dire alla fine "credo di essere innamorato". E allora pensi "Roma nun fa' la stupida eh!"
Poi arriva una sua amica, la bolla di sapone che vi isolava è ormai scoppiata, il ponentino si smorza e tu hai l'aspetto di uno che è stato svegliato bruscamente. Metti in moto il sesto senso per capire se veramente qualcosa stia andando per il verso sbagliato e allora cerchi di restare simpatico anche alla sua amica, nella speranza che si fidi di te e ti lasci solo con lei. Resti aggrappato alla parete con tutte le tue forze, come farebbe un climber con uno spit a 2 metri. E invece niente, lei forse vuole restare, ma non trova il coraggio e la sfacciataggine di dirlo alla sua amica. O forse è solo una tua speranza.
E allora vi alzate, il massimo che riuscite a fare è salutarvi come si fa con una persona che incontri quotidianamente, ma in realtà è un saluto molto più vicino ad un addio.
Mentre ti allontani imprechi e te la prendi con Roma che prima ti lascia sognare, e poi fa' sempre la stupida.

venerdì 7 marzo 2014

I vegani non ingoiano

L'altro giorno ero seduto sulla tazza del cesso e ho avuto un'illuminazione, i vegani non ingoiano!
Per capire bene se la mia brillante intuizione potesse avere un senso, come farebbe un buon scienziato ho utilizzato il metodo scientifico, ho aperto wikipedia e controllato la bacheca facebook dei miei amici vegani. Ho scoperto che esistono due qualità di vegani, gli etici, cioè quelli che lo sono perché credono che l'uomo possa sopravvivere comunque anche senza mangiare e quindi uccidere un altro essere vivente, schiavizzarlo o più in generale ledere la sua libertà mungendo o raccogliendo le di esso uova. Poi ci sono i vegani dietetici, cioè quelli che lo sono perché credono che mangiare carne animale o prodotti derivanti da un animale possa nuocere alla salute dell'essere umano. Ad esempio c'è chi dice che la carne animale provochi tumori, ma sta cosa la dico con molta leggerezza, infatti l'ho intuita dopo l'ennesimo post vegano di un mio amico feisbucchiano e non credo che sia un luminare della medicina, che poi va be', fuma pure come un turco, quindi ma de che stamo a parla'? De salsicce?
Non voglio scendere nella discussione se sia giusto o meno mangiare un animale, neanche parlare dei pro e contro di mangiare un animale, per me ve potete mangia' pure la merda. Quello che mi chiedo è, un vegano può mangiare, non dico la carne, ma un prodotto umano? Senza che ci giro troppo intorno, un vegano (soprattutto del tipo dietetico) è autorizzato dalla comunità vegana ad ingoiare sperma? O semplicemente praticare del sesso orale, ingerendo sicuramente qualsiasi cosa possa uscire da un organo genitale?
Supponiamo per assurdo che vi troviate a fare sesso, supponiamo poi che vi troviate a farlo con un vegano/a e che per voi non sia un problema non ricevere del sesso orale e quindi non fate problemi se il vostro partner con molta educazione vi dice che il suo credo non gli permette di regalarvi tale piacere. Supponiamo poi che vogliate praticare del sesso orale al vostro partner vegano/a. Cosa dovrebbe fare a questo punto il nostro amante salutista? Lasciarvi fare o, per amore della scienza e della prevenzione delle malattie, fermarvi un attimo prima che state per tirare fuori la lingua e spiegarvi che per il vostro bene sia meglio evitare certe pratiche?
Mah, lascio ad altri dare una risposta a questa domanda, a me piacciono le ragazze onnivore.
Buon appetito!


Un vegano durante l'atto sessuale.

Ovviamente il discorso può essere esteso al latte materno o ai baci, ma non scriverei su questo blog se lo avessi affrontato da quel punto di vista.

venerdì 31 gennaio 2014

Mah...

Mi capita molto spesso di aggirarmi per l'underground di Roma (per underground intendo la metropolitana, niente di fico e alternativo) e rimanere basito sgranando gli occhi e tirando su un sopracciglio alla Carletto Ancelotti.


Non rimango basito per il fantastico servizio offertoci dalla società per azioni concessionaria del trasporto pubblico, ma per coloro che usufruiscono di tale servizio. La metropolitana non è come quei posti di ritrovo che generalmente si frequentano e dove all'incirca si incontrano persone simili a noi come può essere un pub, la discoteca, gli spettatori di un particolare film al cinema, la facoltà, il circolo del bridge, il corso di zumba... il corso di zumba, il corso di zumba, il corso di zumba. ...esistono esseri viventi che pagano per fare zumba! O meglio, esistono esseri viventi di sesso maschile che pagano per fare zumba! Una donna la posso anche capire, infatti solo le donne ballano per il solo gusto di ballare, non ho mai sentito di uomini che andassero in discoteca con un fine se non quello di accoppiarsi (anche sfruttando strategie meschine, come quella di agitarsi a casaccio aumentando la probabilità di tenere il tempo). Al massimo un maschio va in discotecata (quella rock) per pogare, ma è comunque un modo per affermare la propria virilità e generalmente è una caratteristica propria delle persone con quoziente intellettivo ben al di sotto di quello di una gallina media.
Metallari non sentitevi offesi, pure io quando avevo 20 anni ho pogato, poi basta però...

Va be' scusate, so' un coglione io, avete ragione, a zumba se scopa. Se rimorchiano quelle stupide come i sassi, ma non è detto che sia una cosa negativa. Da questo punto di vista io sono ancora in lega pro, quando c'è gente che sta in serie A.
Torniamo però alla metropolitana.

Una bella mattina ero sulla banchina della metro e me ne stavo per i fatti miei assorto nei miei pensieri mattutini (tipo "ma non me potevo sta sotto le coperte altri 5 minuti?!") circondato dai rumori quotidiani, uno tra questi è la musica che uno dei tanti fantastici servizi che la società per azioni ci fornisce. In particolare quella mattina nell'istante in cui pensavo probabilmente a quanto ero felice per essere uscito di casa già cacato, riconosco una nota canzone dei mitici 883, "Come mai". Va be', a parte i discutibili gusti del DJ di Eur/Magliana, rimango indifferente fino a quando non sento una voce fuori campo, in particolare un falsetto che, un'ottava sopra, accompagnava il nostro amico Max. Mi giro d'istinto e vedo una signora, assorta nei suoi pensieri, con lo sguardo rivolto all'infinito canticchiare come mai ma chi sarai... mi rigiro e...

Mah...


L'altro giorno però ho assistito a un momento epico, un apice che non verrà mai più raggiunto dalla razza umana. Un picco che neanche il grande campione Carletto sarebbe in grado di interpretare. Forse una persona che vomita potrebbe essere appropriata come reazione. Nuovo materiale di studio per luminari della comunicazione non verbale.
Mi aggiravo in metropolitana, quando il nostro DJ di fiducia ci spara un Ramazzotti "Più bella cosa". Come al solito non gli do peso, figuratevi che il giorno prima passavano "Il mio nome è mai più"... Scendendo le scale sento una voce accompagnare Eros, mi giro e proprio dietro di me vedo un omino sui 35-37 anni abbastanza anonimo, canticchiarsi EROS RAMAZZOTTI...
Che livello di rimorchio è questo? La champions league? La coppa del mondo? E' una cartuccia che va sparata ogni 4 anni dando via il sangue? Esistono uomini che ascoltano Eros Ramazzotti?
Si rimorchia ascoltando Eros Ramazzotti? Capisco non capire niente di musica, non essere un grande appassionato, ma per essere un maschio e farti piacere Ramazzotti devi quanto meno non conoscere l'italiano o essere totalmente deficiente...
Ma non finisce qui, dalla metro scende un altro omino, simile al fan di Eros, con in mano un libro di Fabio Volo... Fabio Volo?! Deve esserci sicuramente un'invasione aliena, ho pensato, dei droidi con fattezze umane BACATI devono essere stati mandanti per spiarci, per studiarci o per studiare le nostre reazioni ad eventi completamente irrazionali come questi, una guerra tra mondi è già scoppiata. O è semplicemente qualche luminare della psicologia che ha scelto me come soggetto da studiare?

La verità è che esistono dei mondi che sono molto distanti da noi, dalle nostre abitudini, dalle cose che ci piacciono e dal tipo di gente che frequentiamo che non avremmo mai immaginato, con cui non dobbiamo necessariamente entrare in guerra ma semplicemente ignorare, vivere e lasciar morire. Solo luoghi come la metropolitana possono creare quel meraviglioso cocktail di persone di ogni tipo, religione, etnia e, purtroppo, anche gusto, che ti fa ricordare che qualsiasi cosa tu stia facendo, in un certo senso, la stai facendo bene.

martedì 31 dicembre 2013

Canne natalizie

Ho sempre pensato che sia meglio regalare una canna da pesca invece de 10 Kg de saraghi. Così generalmente a Natale regalo libri nella speranza che contengano qualche buona idea. Allora ho chiesto qualche consiglio a una mia amica letterata per qualche buon libro. Ma alla fine ho fatto di testa mia e, tra tutti quelli consigliati, ne ho preso uno solo, il profumo di Partick Suskind. Nella mia immensa ignoranza pensavo fosse un bestseller facile da leggere, banale, insomma un libro che non avrei mai comprato (faccio veramente dei bei regali), ma ripeto non ne sapevo proprio niente. Va be', compro sto libretto torno a casa e mia sorella mi fa notare che il destinatario del regalo, un'altra sorella, lo ha già letto. Ok, penso "carta vince, carta perde", scambio un paio di regali e il gioco è fatto. E invece no, pare che in famiglia lo abbiano letto tutti e solo io non ero a conoscenza dell'esistenza di questo romanzo, addirittura si narra che ne esistano 2 copie, con la mia quindi sarebbero 3! Allora ho comprato un altro libro da regalare e quello è rimasto incartato come regalo da piazzare a qualcun altro.
Fino a qui tutto bene, a parte l'apparente sfiga.
Ultimamente ho avuto un ritorno di fiamma per i Nirvana, quindi mi sono ripassato un po' tutta la discografia, tra le altre canzoni Scentless apprentice, non è la mia preferita, ma mi ricorda, con il suo intro di batteria, from the muddy banks of the wishkah, che fu un regalo molto apprezzato nel lontano 1997 (credo...) e il mio secondo cd dei Nirvana. Posso dire che, insieme a Sliver, sia, dell'album, quella più bella. Oggi, in un momento morto a lavoro mentre la ascoltavo, l'ho googlata per curiosità, senza troppe attese, e scopro che è ispirata proprio al romanzo di Suskind, a quel libro incartato a casa ancora sotto l'albero di Natale. Inoltre pare fosse uno dei libri preferiti di Kurt Cobain e che avesse letto almeno 10 volte e non riuscisse a smettere di leggere. E allora il libro, il regalo, con tutto l'egoismo, diventa per me. Non voglio dire che anche se non l'ho ancora letto mi piacerà sicuramente, dico solo che a questo punto DEVO leggerlo, quantomeno per tutte le coincidenze.
Se non fosse stato per quel regalo ricevuto nel lontano 1997 probabilmente non me ne sarebbe fregato nulla di leggerlo e forse non avrei mai colto un'idea che potenzialmente potrebbe offrirmi o semplicemente uno spunto a qualche altra cosa in futuro (così come il cd lo è stato per il libro) che mi offrirà, forse, un'idea.
In definitiva quel regalo nel 1997 fu un ottima canna da pesca.



martedì 12 novembre 2013

Pioggia e Francia

Pioggia, vino rosso, formaggi puzzolenti, jazz, arte, cultura e... amore. Parigi "la città degli innamorati", un appellativo pericoloso. Molte coppiette si catapultano a Parigi anche per questo, sperando di trovare un po' di magia. Il più delle volte però quando si cerca la magia non la si trova e forzarla cercando di farsi aiutare da una città non sempre funziona, la magia dell'amore è una cosa naturale che se c'è la trovi pure se vai in vacanza a Civitavecchia. Se sta magia la state cercando così avidamente, tanto da scegliere come meta Parigi perché si dice sia la città degli innamorati, allora fatevi qualche domanda sulla vostra storia d'amore, forse potreste soltanto stare cercando di tenere in vita un morto.

A Parigi ci sono stato due volte, una volta per un capodanno con la mia ragazza dell'epoca e ultimamente per un fine settimana con la scusa del concerto di Paolo Conte. La prima volta non mi piacque, forse proprio a causa delle troppe aspettative e dell'aspettativa di un soggiorno romantico con la mia ex, che indubbiamente ci fu, ma non grazie a Parigi. All'epoca non capii, non capii i bistrò e le brasserie, i formaggi puzzolenti, il vino rosso, le stradine di Montmatre e i suoi negozietti, la Senna e i francesi. I francesi che si incazzano come dice Conte, anche se in realtà lo sono sempre come invece mi faceva osservare una ragazza italiana trapiantata a Parigi. Questa volta invece mi è piaciuta, non ci sono andato da innamorato, se non della musica di Paolino e non mi aspettavo niente, anzi. Mi è piaciuto tutto, i negozietti di pesce, di frutta, di cioccolata, le brasserie, le stradine di Montmatre e le stradone di Bastille e perfino la zuppa di cipolle e i formaggi puzzolenti! Camminare da solo di notte sotto la pioggia, con la pioggia Parigi ha ancora più fascino, quando la mia compagna di viaggio andava a dormire. Aggirarmi per le stazioni delle diverse metropolitane in uno scenario un po' piratesco, tra vento, puzza di piscio e sguardi di gente apparentemente malintenzionata. Chissà quanti avranno avuto dubbi sulle mie intenzioni...

Quello che penso è che Parigi potrebbe essere la città degli innamorati se si va lì da non innamorati, se, per dirla metaforicamente, non ci si porta il pranzo al sacco. Cioè credo che se l'amore lo si trovasse lì, allora sarebbe uno scenario perfetto. Forse se fossi stato meno fagiano avrei potuto conoscere la magia di Parigi con quella bellissima parigina che mi sorrideva in metropolitana, e invece...
Insomma, come dice la mia compagna di viaggio, secondo me fare un viaggio romantico a Parigi porta pure un po' sfiga.






martedì 9 luglio 2013

Sarai il bastone della mia vecchiaia ...allora te conviene mori' giovane

Fascisti, comunisti e democristiani, facevano tanto i matti e quelli che se ammazzavano di lavoro e il risultato qual'è? Un paese in ginocchio e oltre a dovergli pagare la sopravvivenza per non aver mai fatto un cazzo te li devi trovare pure in giro la mattina che non se sa ndo vanno, pare che escono de casa solo per romperti i coglioni, per farti fare tardi o molto più in generale per aumentare l'entropia dell'universo. Per non parlare di quando te li ritrovi in fila al bancomat o alla posta alle 8 di mattina...

Penso si sia capito che sto parlando dei vecchi. E' sì, proprio di quelli che divertiti ti raccontano di quando al ministero per pranzo preparavano la polenta, la generazione delle casalinghe che passavano la vita a "mandare avanti la casa", degli ex raccomandati che ti raccontano di quanti sacrifici hanno fatto nella loro vita, senza neanche immaginare quanti ne dovremo fare noi per mantenere loro, la generazione che ha passato metà della sua vita davanti la televisione. Oggi qualcuno te lo ritrovi ancora a darti ordini a lavoro, perché molti di loro dopo essere andati in pensione come dirigenti si sono riciclati consulenti.

E' tutto un magna magna" come direbbero loro, i finti indignati che colpevolizzano i politici cercando di imitarli.
La cosa preoccupante è che hanno messo al mondo pure 'na marea de furbi italiani come loro solo molto più maleducati, perché, siccome so' stati troppo impegnati a non fare un cazzo, non hanno avuto tempo per educarli.

Scusatemi vecchi, ma non ve devo niente. Anzi m'aspetterei un po' di gratitudine da parte vostra.

...e non vi aspettate che vi faccia sedere in metropolitana, perché io la prendo per andare a pagare la vostra pensione, invece voi ndo cazzo andate?

giovedì 27 giugno 2013

Drunk in the desert

Cercando "drunk in the desert" su google per trovare un'immagine da allegare al post di merda precedente, ho trovato "Drunk in the desert" questo blog, facile no?!
Che dire? Questo blog è amore!!!

domenica 23 giugno 2013

Ma che hai bevuto?

Dice "ma io me la prendo co' i soldi", oppure "quella te lasciò perché sei un poraccio" e io je dico, "ma se devo sta con una solo perché c'ha i soldi, ma sai che vita de merda me tocca?!" e anche "Se fosse quello er motivo so' contento che m'ha lasciato, pensa co' che persona de merda stavo". Voglio dire, con i soldi te ne vai in vacanza alle Maldive invece della Puglia, ma sai che palle andare in vacanza con una che non ti piace o addirittura non sopporti?
Una volta un mio professore di scuola ci disse, in un brutto periodo della sua vita, che le cose, quando sono condivise con le persone giuste, diventano tutte belle e ci raccontò di quanto era stato bene quando fece una vacanza in Egitto con la moglie. Ci disse "nel deserto non c'è niente, è deserto, ma quanto era bello!". Vacce con una che non te piace nel deserto e vedi che rottura de palle.
L'importante è essere autosufficienti, se poi trovi una che ti piace e te piaci a lei e che è pure "benestante" allora hai vinto. Diffidate da quelle che vedono in voi una stabilità economica che poi quando arriverete a 50 anni diventa un inferno.
Fate valere la moneta solo quando sarete all'ultima spiaggia, 50/60 anni, e prendetevela giovane e bona.

Questo è un tipico discorso che sono capace di fare da ubriaco a fine serata anche se in diretta è molto più ridondante. Occhio che potrei attaccare la pippa pure a voi ;-)

sabato 13 aprile 2013

Grat Grat...



Come le dimostri certe affermazioni? Con la statistica?
"Non te iscrive in palestra, a nuoto, al corso de tennis, al corso de cucina o de tresette, non te iscrive a un cazzo che te mandano in trasferta!". Mo vorrei capi' come se dimostra una cosa del genere. Eppure è spaventosamente esatta come regola. Ho paura che sia qui che la matematica fallisca, o comunque abbia qualche lacuna.
Quest'anno con la storia delle trasferte mi hanno fatto dribblare qualsiasi attività sportiva se non la corsetta con quattro addominali e du' flessioni, la partitella di tennis e de calcetto. Esattamente ieri prendo una posizione e decido di pagare sti 3 mesi de palestra. La sera mi vedo con un collega che mi fa "lo sai che mo che te sei iscritto te manderanno sicuramente in trasferta?"

Oggi vado in ufficio, e manco faccio in tempo a di' "Oh me so' iscritto in palestra" con un bel sorrisone non da me, visto che io non so' sorridere, che mi squilla il telefono.

"Pronto, sì ciao, senti dovresti partire 3 settimane nel periodo di quel fantastico ponte del 25 aprile, 1 maggio..."

Inizio a camminare nel corridoio dicendo cose ma pensando "MAVATTENEAFFANCULO!!!", mi dirigo verso l'uscita dell'ufficio che si trova al quinto piano, vado verso la scala antincendio usata per fumare e penso "se me butto da qui dovrei riuscire a morire prima della fine della telefonata".
Questo parla a raffica sparandomi cose fastidiose del tipo "forse sarebbe meglio se non l'affittassi la macchina che ci costa troppo" e io continuo a pensare "MAVATTENEAFFANCULO!!!"  questa volta arricchito con un bel "TESTADECAZZO!!!".
Intanto resto chiuso fuori, fa freschetto, sono uscito a maniche corte, la reazione è naturale, inizio a petare in libertà, lui parla e io penso, "chissà se questa l'ha sentita..." poi alzo gli occhi e butto un occhio alle finestre aperte dell'ufficio di fronte e penso "chissà se l'hanno sentita..." Ma dopo sta notizia non me ne frega più un cazzo, sono in modalità anarchia.
Riaccendo il cervello quando lui mi dice "comunque ti ho inviato un'email", alzo gli occhi e vedo che dall'altra parte della porta c'è una collega, gli faccio cenno di aprire, apre e lui chiude la telefonata.

Adesso ho capito, quando una cosa non è apparentemente dimostrabile, non dico matematicamente, ma logicamente, con una sorta di terzo principio della dinamica applicato alle relazioni umane de sto cazzo. Quando la causa è apparentemente totalmente estranea al brutto effetto scatenato, allora necessariamente si deve parlare di sfiga.
E allora che devo pensa'? Che sto collega m'ha portato sfiga, e allora io sai che faccio? Me gratto, anche se troppo tardi, me gratto! E vaffanculo a tutte le possibili spiegazioni razionali.

domenica 31 marzo 2013

Co' du' scudi de puzzone tutto era più facile

E' in momenti di totale inattività forzata che si filosofeggia sulla vita... eh sì, perché non solo succede che a Pasqua ti mandano a lavorare in culo alla luna ma può anche succedere che te trovi senza un cazzo da fare. Quindi siccome c'ho sonno, devo defecare e non ho niente da fare mi riaffiorano le mattinate buttate senza fare niente da studente, quando c'avevo sonno, dovevo defecare e non avevo niente da fare (forse sarebbe più giusto dire che non mi andava di fare niente...). Quelle mattinate in cui se qualcuno avesse tirato fuori una canna non avresti detto di no, e allora sarebbe stata la fine della giornata, perché avresti avuto ancora più sonno, avresti avuto ancora più bisogno di defecare e la voglia di fare sarebbe scesa irrimediabilmente sotto lo zero... bei tempi. Se adesso qualcuno tirasse fuori una canna tutto sarebbe perfetto, perché diciamoci la verità, 'na volta te bastavano du' scudi de puzzone pe' fatte la serata.

mercoledì 27 febbraio 2013

L'amarezza di una sincope musicale in momento significat ...ma che cazzo!

Ah ma' che è pronta la cena? Faccio in tempo a anda' a vota'??
Sì sì vai pure.

Mia madre ci tiene al voto, c'ha paura che poi risulta che non ho votato, ma risultata dove? Forse per qualche concorso? Boh?! Comunque dopo l'assenteismo delle ultime due volte, con il paese in piena crisi me so' sentito in dovere de anda' a di' la mia. E così...

Ah ma'!!! Torno tra 5 minuti

Mi metto le cuffiette superior bass che avevo appena comprato, attacco l'ipod e parto a piedi verso le scuole che ho a 5 minuti da casa mia. Giusto il tempo per un canzone e la canzone che viene scelta dal mio iPod è I want to kill everybody in the world di Skrillex. Parto la canzone va in crescendo e io me gaso ancora di più, con passo spedito dentro di me penso "mo vado lì e spacco tutto, invece de vota' me faccio salta' in aria!"
Arrivo al seggio e becco l'onnipresente ex proprietario del bar vicino casa mia che dopo aver fatto un sacco de soldi con i soldi dei bambini che vanno a scuola, tra cui anche i miei, s'è buttato in politica, me pare con il PD. Se guardamo me saluta e io senza neanche togliermi le cuffiette gli do una pacca sulla spalla forse con un tantino di forza di troppo. Va be' sticazzi.. Entro dentro la scuola me guardo i finanzieri come a di' "attaccateve al cazzo, sarà almeno un anno e mezzo che non me faccio na canna". Becco quel pappone de consigliere de so un cazzo del PDL che è da quando so' piccolo che se occupa di politica di quartiere e a ogni elezione sta lì a fa' non se sa che. Non gli do importanza.
Entro mi dirigo al banchetto mi tolgo una cuffietta e do i documenti ai regazzetti raccomandati, cabina 2, entro la canzone sta quasi per finire, finisce e parte my way rifatta da Elvis... Entro nel panico

Ma porca... a casa lo sapevo chi votare, ma mo che c'entra my way??!?! St'iPod non capisce un cazzo!!! Ma ce vuole tanto a mette una killing in the name dopo Skrillex?
Va be' con calma famme da' un'occhiata ai partiti, allora Berlusconi no! Poi se presenta con Lega Nord e Grande Sud... ma che vordì?! E' come se te presenti co' Montecchi e Capuleti.
PD... me viene da piange, 20 anni de miglior alleato di Berlusconi.
M5S o come lo chiamo io MD5SUM... ma chi so'?! Ma ce l'hanno na faccia?! Sta cazzo de My way non me ce sta a fa capi' un cazz...

Va be' voto!! 3/4 d'ora pe' piega' le lenzuola e esco, fanno per aiutarmi a imbucare ma me impunto e faccio da solo. Me riprendo i documenti, guardo con sufficienza l'ennesimo magnaccia raccomandato che a ogni elezione sta lì dentro su una sedia a chiacchierà e saluto con un irrispettoso ciao.
Mentre me ne vado incontro di nuovo tutti i parassiti che avevo incontrato all'andata solo in ordine inverso. LIFO.
Nel frattempo lo stronzo del mio iPod decide che è il momento di Cochise degli Audioslave... 

Adesso mi ricordo perché le ultime 2 volte non ci sono andato... Non trovi mai qualcuno degno di essere votato, incontri brutta gente e l'iPod impazzisce.
Però siccome sono rosicone e tra un po' sicuramente se rivoterà, sempre se sinistra e destra non si mettano insieme per creare qualcosa di vomitevole, come sentivo dire oggi a Berlusconi, ritornerò a votare ma stavolta mi preparo una bella playlist.




domenica 10 febbraio 2013

Storia di un cappotto

Il maestro samurai Yamamoto Tsunetomo disse "Se si è in dubbio se recarsi o meno in un posto allora è meglio non andarci".
Non so dove tutta questa storia mi porterà, a una svolta totale della mia vita? Alla disgrazia? Probabilmente da nessuna parte. Questa è la storia infinita di un cappotto.
Tutto ebbe inizio con i saldi invernali.
Quest'anno avevo già in mente di aspettare i saldi per comprarmi una nuova giacca. E così feci. Mi sono recato con un amico ad un negozio in un noto centro commerciale di Roma, consigliato da mia sorella. Ho acquistato un bellissimo cappotto, ottenendo un ulteriore sconto sul prezzo di  saldo perché la mia prima scelta fu un altro cappotto di cui però non c'era la taglia.
Me lo provo, lì per lì sembrava che mi stesse perfetto, il mio amico mi guarda e dice "Sì! E' er tuo!". Va be', acquistato!
Arrivo a casa, vado da mia madre per condividere la mia scelta. Mia madre mi guarda e mi fa "E' piccolo...". In un certo senso riesco a convincerla che si sbaglia. A questo punto lo faccio vedere anche a mia sorella che mi guarda e mi fa "E' piccolo...". Nello smadonnamento generale passa mio padre che buttando un occhio veloce e senza fermarsi, quando ormai lontano dice "E' piccolo..."
Game over!
Io e il mio amico siamo totalmente ciechi.... 
Il problema a quel punto fu quando tornare al negozio per cambiarlo. Infatti il giorno dopo sarei partito per circa tre settimane di trasferta. Incarico mia madre di andarmelo a cambiare in settimana. Nell'eventualità che non avesse trovato la taglia in più le do carta bianca per la scelta di un altro cappotto.
Parto, vado in trasferta e le notizie da Roma sono che il cappotto è stato cambiato con uno diverso ma, a detta di mia madre e mia sorella, più bello.
Torno, saluto tutti, baci e abbracci, entro in camera mia e la prima cosa che faccio è fare conoscenza con il nuovo cappotto. E' vero è più bello di quello che avevo scelto. Me lo provo e questa volta sono io a dire "E' piccolo...". Giù Madonne a non finire. Ma come cazzo è possibile che avessi preso un cappotto due taglie più piccolo? "Va be' aritornamo al negozio, stavolta mi raccomando concentrati, non se famo sfuggi' niente". Vado dal negoziante e dico "Abbi pazienza, credo di essere ritardato". Cambio il cappotto, questa volta con la giusta taglia. Mia sorella approva.
Penso "E' finita!".
Inizio a sfoggiare il mio nuovo cappotto, lo metto all'incirca per 4 giorni e un sabato sera che avevo tanta voglia di uscire ma non sufficiente da andare in una discoteca di Roma per la serata di carnevale, però alla fine mi lascio convincere. Balliamo, usciamo, balliamo, usciamo. Il mio nuovo cappotto fa la spola tra le mie spalle e i divanetti. La strategia era non lasciarlo al guardaroba, ma sui divanetti in modo da poter uscire in tranquillità senza morire di freddo. Tanto uno nel ballare ogni tanto ci butta un occhio, inoltre l'avevo svuotato di qualsiasi cosa di valore, al massimo rubano solo il cappotto. Ma perché dovrebbero rubare un cappotto pescato nel mucchio che non sai neanche se ti piace o ti sta bene, una volta appurato che è privo di qualsiasi cosa di valore se non il cappotto stesso?
Evidentemente c'è qualcosa che mi sfugge, butto un occhio di meno e il fantastico cappotto magicamente sparisce.
"No va be', forse mi sbaglio" penso "fammi guardare meglio". Niente il cappotto non è più lì, inizio a girare per la discoteca alla ricerca del cappotto guardando anche con sospetto quelli che indossano gli altri, chiedo al guardaroba, il proprietario mi consiglia di telefonare il giorno dopo. Niente sto cappotto è sparito nel nulla.
Ho provato a chiamare il giorno dopo, ma niente, probabilmente qualcuno quella sera aveva particolarmente freddo. Non a caso era una delle notti più fredde di questo inverno e io so' tornato a casa con un maglioncino.
Ora, se io avessi seguito i consigli del grande maestro Tsunetomo che rispetto e venero, quella sera non sarei dovuto essere lì e forse adesso avrei ancora un cappotto o magari sarebbe andata anche peggio.
Quello che spero è che tutta questa strana storia del cappotto sia frutto di una ignota forza superiore che sta cercando di indirizzarmi verso una svolta totale della mia vita. Adesso mi toccherà uscire per andare a comprare una giacca e questo non era in programma e magari faccio qualche incontro strano e divento un super narcotrafficante, oppure scopro come viaggiare nel tempo o vengo a contatto da una qualche civiltà extraterrestre.
Insomma cose straordinarie che quando poi faranno un film sulla mia vita la scena del cappotto sarà fondamentale.


mercoledì 30 gennaio 2013

Cosa vedere a Doha. Boh?! Qualcuno ha qualche idea?

Si aprono le porte del bus che dall'aereo ti porta all'aeroporto, un tizio da fuori invita a scendere chi ha come ultima destinazione Doha e scendiamo in tre. Basterebbe questo per far capire l'importanza del Qatar come meta turistica. Io ci sono andato per lavoro, quelli che scendevano con me immagino anche, se non per lavoro semplicemente perché hanno una vita lì.
Doha è una città sulla scia di Dubai, non sono mai stato a Dubai, ma credo che i Qatarini stiano facendo in modo di emulare i loro dirimpettai. Un accozzaglia di grattacieli, alberghi superfighi per non si sa chi. Uomini d'affari, macchine costosissime, spreco insensato di energia e snobbismo. Tecnologie all'avanguardia per un popolo che fino a qualche anno fa era composto per lo più da pescatori di perle, il cui unico mezzo di locomozione poteva essere un cammello, mentre oggi se non hai un autotreno sei un povero disgraziato immigrato. Sì perché a Doha i Qatarini del Qatar (come i romani de Roma) sono la minoranza rispetto ai babbani. Infatti Doha conta 900.000 abitanti di cui solo 300.000 sono qatarini. Ovviamente sono gli unici che se la passano bene. Ho conosciuto pochi arabi, tutti mi hanno trattato benissimo e sono sempre stati molto ospitali con me. Ma la prima sensazione che si ha è di un popolo che si sente superiore.
Il Qatar è un chiaro esempio di quando cade la manna dal cielo. Gli americani capiscono come sfruttare una incredibile fonte di energia chiamata petrolio e i Qatarini scendono dal cammello e salgono su un  suv, piegano la tenda, chiudono il fortino e costruiscono un grattacielo. Hanno mantenuto solo le tradizioni religiose. Quando si dice chi ha il pane e non ha i denti. Il risultato della loro fortuna è uno scarabocchio. Supponiamo di avere un bel foglio bianco, tutti i colori del mondo e di voler fare un bel disegno. I qatarini stanno disegnando un pene e neanche fatto bene. Non a caso uno dei simboli è un grattacielo di forma fallica. A parte questo Doha è la città più tranquilla e sicura del mondo, il punto di vista di una persona che ama la tranquillità sarà ovviamente totalmente differente dal mio. Ne ho parlato fin troppo male, a Doha io sono stato bene, quello che voglio dire è che non so se ci vivrei. Non c'è alcol  e non c'è il maiale (e chi è romano sa benissimo quanto conta la pizza con la mortadella nella vita quotidiana), bisogna essere molto attenti alle donne che si guardano (sempre se si ha la fortuna di vederne qualcuna a volto scoperto). Io credo di essermi innamorato almeno un paio di volte delle arabe. In particolar modo di una ragazza che aveva il sorriso più bello che abbia mai visto. Ma come fai ad avvicinare una musulmana? Inizio ad avere idea che anche loro abbiano difficoltà. Ho visto molte situazioni ambigue tra gli uomini. Come si fa a parlare di certe cose se il soggetto è un popolo che usualmente ha matrimoni già apparecchiati e a volte anche in famiglia, tra cugini di primo grado. E allora ritorniamo a pensare alle italiane che sono sicuramente più belle. Ritorniamo a pensare a quella bella simpatica e brillante ragazza di Latina che ho conosciuto sull'aereo mentre tornavo da Doha e lei dall'India e che non è riuscita a finire di vedere una commedia di Bollywood. E al bus che si svuota quando l'omino invita a scendere chi ha come ultima destinazione Roma.




giovedì 10 gennaio 2013

Il principino William de noantri

Oggi per sbaglio ho sentito la notizia che il principino William aspetterebbe un figlio. L'ho guardato e ho fatto caso che non è più principino neanche per il cazzo. Ormai è bello cresciutello.
Io e il principino abbiamo poche cose in comune, l'età, l'accenno di calvizia e l'aver avuto la strana idea di farci crescere la barba. Io sono la pecora nera della famiglia mentre lui tutto il contrario. Anzi è l'erede al trono ed è voluto bene da tutti i suoi sudditi. Io non sono sposato e neanche ci sono vicino, lui è sposato, anche con una discreta gnocca, e aspetta sta benedetta creatura ennesimo erede (sempre se non è femmina). Io mi faccio un culo così tutti i giorni per portarmi a casa i soldi che a lui bastano giusto per pagare qualche suddito "porodisgraziato" alle sue dipendenze. Lui ha scritto un libro sulla sensibilità di un principe che viene inviato a combattere una guerra come un suddito "porodisgraziato". Io ho usufruito della sospensione dell'obbligo di leva fatta da uno dei 400 governi Berlusconi. Batti er cinque Silvio! E scrivo su questo forum tante cazzate. Lui vive dentro un castello/reggia, io sto facendo carte false pur di andarmene di casa. Lui gira con la Rolls-Royce con tanto di autista e scorta. Io mi faccio il problema se cambiarmi o meno una 600. Lui ha un sacco di incarichi di stato, una marea di medaglie, una carriera militare, io prendo l'autobus per andare a lavoro. Quando viene presentato a qualcuno sono inchini e sorrisi, a me chiedono se pippo cocaina, come è successo sabato scorso.
Ora caro William siamo adulti e io non riesco proprio a capire dove ho sbagliato, eppure ho fatto tutto quello che i miei mi avevano suggerito per fare una vita "agiata"... chissà qual'è il tuo segreto.
Tra le altre cose ho anche scoperto che è diventato Anticristo!!! Ecco perché mi è sempre stato simpatico.





 




giovedì 22 novembre 2012

Scusi, a che ora passa il pullman per la solitudine intellettuale?

Il collega che ti mette l'ansia sulla vita dopo pranzo, quando stai in piena intossicazione alimentare e non riesci a ragionare e quindi gli dai ragione, di certo non ti rallegra la giornata lavorativa.
I napoletani, non capisco perché, non mollano il dialetto neanche se li mandi a vivere per 40 anni tra gli aborigeni che, se non ti fai capire bene esponendo ottime motivazioni per essere risparmiato, te se cucinano con le patate. Boh?! Sarà perché loro riescono a farsi capire ovunque anche a gesti, fatto sta che a me se me parli napoletano non te capisco e non te voglio capi', soprattutto dopo pranzo quando m'attacchi i pistolotti sulla vita.
Va be' questo però lo ascolto, 1) perché la gente più matura e con esperienza va sempre ascoltata, sia mai che ti illuminassero il cammino. 2) Perché lui, che chiameremo con un tipico nome di fantssia napoletano Ciro, mi parla solo di donne, ammucchiate e trombate in genere. Quindi da una parte cerco di catturare qualche buon consiglio, da un'altra mi fa ridere e da un'altra ancora mi fa nauseare sbattendomi in faccia la triste e squallida sua verità sui rapporti tra uomo e donna.
Non riporto qui il discorso completo perché ho capito solo il senso, non le parole. Comunque le parole che ho capito più o meno sono, "frate", "ha' capit'", "o pullmàn" e "froci".
Tutto è iniziato al passaggio di una collega che a lui piace tanto, piace come piacerebbe una ragazza di una ventina d'anni ad un signore di 60... Ammicco. Ogni volta che la vede mi dice "eh frate, quella sta a caccia". Stavolta invece mi ha detto che avendoci parlato un po' gli è sembrata un brava ragazza, una ragazza seria con cui conviene sistemarsi. A questo punto non potevo sfuggire alla domanda
Ciro:"Tu sei fidanzato?"
Io: "No! Ma sto bene così, alla fine non mi manca "niente" ".
E lui c'ha messo il carico
Ciro:"Ma quanti anni tieni?"
Io:"31!".
E qui è partito il discorso de "o pullmàn". Cioè secondo lui io adesso mi illudo perché ancora sono appetibile, ancora in tempo per prendermi qualche ventiduenne/ventiquattrenne. Quando inizierò ad avere 36 anni quelle non mi guarderanno più. Insomma dice che mi devo sbrigare perché ognuno ha il suo pullman che parte a una certa ora e bisogna farsi trovare alla fermata.
Qui ha iniziato a dirmi, non chiedetemi che c'entra, quanti matrimoni si sfasciano per colpa del viagra. Questo perché io gli ho detto "Ah Ci' e se non trovo una che me piace mica me posso sposa' la prima matta, voglio di', e se sbaglio pullman?". Non so come ma poi è degenerata in ammucchiate, corna tutto collegato all'importanza della famiglia. Quello che voleva dire è "sposati tanto poi gli puoi sempre mettere le corna", ma almeno sei sicuro della presenza di una parcheggiata dentro casa. Da ciò ho dedotto che è questo il problema degli italiani, hanno bisogno del posto fisso, il contratto a tempo indeterminato. Poi se ci scappa qualche lavoretto extra ben venga.
Io da tutta questa pippa ho capito solo una cosa, che quello che non bisogna farsi sfuggire è l'opportunità di non fare una vita di merda. Qui bisogna prendere "o pullmàn" che ti porta a quello che si vuole essere come persona. Come disse John Lennon "adesso che sai chi sei, chi vuoi essere?". Altro che la donna da parcheggiare dentro casa per paura di non essere più appetibili a 50 anni. Il lui o la lei giusti non hanno bisogno di essere cercati.


Quello che non ho capito è cosa centrasse "froci" in tutto ciò.


martedì 20 novembre 2012

Come non riemergere dal fango

Più passa il tempo e più mi immedesimo con le comparse dei film, tipo lo scagnozzo insignificante dei film di Bud Spencer e Terence Hill che nelle scazzottate le prende in continuazione. Come me una volta, tutti si immedesimano con il protagonista o quantomeno l'antagonista o il cattivo, ecco, io no! Io appartengo a quell'insieme di persone, la maggior parte, che fa da contorno. Che se mancassero tutti insieme niente avrebbe più senso, ma se ne mancasse uno solo nessuno non se ne accorgerebbe. Come se durante una finale di champions league non ci fosse il pubblico o se mancassi solo io. Nessuno se n'è mai accorto effettivamente.
Mi guardo intorno in metropolitana e mi rendo conto che nessuno emergerà dal fango, neanche quelli che incontro sull'autobus sulla Tiburtina che vanno agli studi mediaset a fare i provini credendo di essere carucci. Quelli a cui andrà bene sono quelli che riusciranno ad ottenere una buona posizione lavorativa ma che non faranno comunque 'na lira, continueranno ad appartenere al popolino. In realtà di tutto ciò non me ne frega una mazza, teneteveli i posti alla "comando io". Quello che sto capendo è che non ho smania di posizioni di potere, ma voglio solo vivere una vita interessante, non dico alla Hemingway, sarebbe chiedere troppo. Però sarebbe bello fare tante esperienze, non vacanze o semplici esperienze isolate. Parlo di spostarsi a vivere per anni in posti diversi, conoscere persone e culture differenti vivendole e imparare. Se poi tutto questo potesse essere fatto in accordo con il lavoro sarebbe il massimo. Trovo affascinanti le storie ai limiti del possibile della gente che non conta un cazzo come me. Quelle storie che si raccontano con un sorriso amaro, come a dire "divertente sì, ma preferirei bestemmiare", che di solito raccontano gli azianotti. Chiedo scusa a tutti ma la vita dell'impiegato mi mette tristezza. Forse un giorno racconterò che una volta facevo l'impiegato e per fare una vita di merda mi attraversavo Roma in metro. Giù!
Stiamo tutti cercando di riemergere dal fango, ma lo stiamo facendo nel modo sbagliato.

venerdì 9 novembre 2012

Ottimizzare!

Stamattina nella tipica ammucchiata in metropolitana pensavo che sarebbe stato fantastico se si fosse potuto curare il proprio blog tramite un'applicazione per cellulari, visto che ho comprato sto mostro de telefono e non riesco proprio a sfruttarne a pieno le potenzialità, come dicono i miei colleghi ingegneri. Ma soprattutto perché, come ho già detto in un altro post, ormai passo il mio tempo libero a lavoro e in metropolitana. Siccome quando sono a casa preferirei utilizzare il tempo per cose più produttive di sparare cazzate sul blog, sarebbe stato fantastico se avessi potuto spararle in metropolitana. Come si fa in questi casi, sono andato ad accertarmi dell'inesistenza di questa applicazione. Quindi apro play store, l'applicazione di Android per le applicazioni e che te scopro? Che l'applicazione esiste e si chiama Blogger. Pensata appositamente per i blogger, come me, che utilizzano blogspot. E quindi eccomi qui a scrivere questo post mentre torno da lavoro in metro, precisamente tra la fermata di Tiburtina e quella di Bologna, con la tizia seduta vicino a me che me s'è seduta sulla giacca...
Ormai mi basta proprio poco per essere felice :D
Ecco, il dio (con la "D" minuscola) delle metropolitane si è appena accorto della mia soddisfazione e mi ha fatto perdere la metropolitana.

domenica 28 ottobre 2012

Vivo la mia vita un quarto di miglio alla volta tra Rebibbia e Acilia

Siccome io so' un tipo smart, come ama definirmi un collega, a lavoro ce vado co' i mezzi. Mi faccio un viaggio di un'ora e 1/4 per attraversare completamente tutta Roma, pur di non prendere la macchina. Anche perché prendendo la macchina quando mi dice bene risparmio 1/4 d'ora di vita, quando mi dice male rischio di passare 4 ore in macchina. Va be' vado con in mezzi, così posso leggere, camminare che fa' tanto bene alla circolazione, non inquino, non sperpero inutilmente energia (argomento che sempra non interessare più a nessuno, almeno a Roma, visto che molti vanno a lavoro con il carroarmato...), e risparmio pure un po' de soldi che so' sempre un problema. Quindi si può dire che io passi il mio tempo libero tra la fermata Rebibbia e Acilia. Anche io come Toretto vivo la vita un quarto di miglio alla volta, anche se non so' manco quant'è un miglio, figuriamoci un quarto, però tutti dicono che Vin Diesel è un fico... Considerando che il resto è almeno 9 ore a lavoro, dove di certo non me diverto, ringraziando er Signore almeno i colleghi so' simpatici. Quindi la giornata ideale in cui ho tanto tempo per me è 9 ore di lavoro e 2 ore e mezza di viaggio, cioè 11 ore e mezza. Quando torno a casa non c'ho manco la forza pe' caca'. Raccontai la mia giornata tipo ad un'amica spagnola e mi disse "estas loco?". Me sa de sì. Però chi ha il lavoro oggi è tanto fortunato...
Va be' ma a parte la quotidianità volevo fa' un po' di polemica oggi.
Era un venerdì e tornavo come al solito da lavoro, avevo avuto la brillante idea di staccare un po' prima sfidando anche le infondate critiche del capo, per riposare un po' e poter essere in piena forma la sera per uscire, visto che la sera prima ero uscito e stavo veramente in coma. Arrivo a Rebibbia e trovo una bella sorpresa, ossia l'interruzione della linea da Castro Pretorio a Magliana, considerando che sarei dovuto scendere a Piramide, chi conosce un po' di geografia di Roma avrà già capito che me lo stavano mettendo in culo. Allora ho pensato "va be' dai, ci sono le navette sostitutive, ottimismo!". Prendo sta navetta sostitutiva e riesco anche a sedermi. Arrivati nei pressi di Termini l'autista riesce a fare una cazzata tremenda, si infila, sbagliando strada, in via Marsala notoriamente intasata de pullman, taxi e macchine in doppia fila. A quel punto ho capito che non solo me lo stavano mettendo nel culo, ma che il tutto si sarebbe concluso con una ricca gang bang. Non dimenticherò mai le sue parole "Ao scusate ma io qua non ce so' mai stato, abito dall'altra parte de Roma...". Caro autista scusa ma non è credibile che un romano non sia mai stato alla stazione Termini. Va be' a sto punto torna indietro per via del Castro Pretorio riprendendo viale del Castro Pretorio e ritrovandoci al punto di partenza. Volevo mori'...
Alla fine avevo staccato alle 17e30 e sono arrivato a casa alle 20e30.
Tutto questo perché a Roma aveva piovuto un po' e, provo ad indovinare, non erano stati fatti alcuni lavori di manutenzione stagionali, cosa molto strana visto che qualche settimana prima tutti aspettavano con tanta ansia Cleopatra.
Allora me viene da chiedeme, ma sti 50 centesimi in più a che ve servono?


venerdì 26 ottobre 2012

Bestemmie, matematica e informatica

Tramite un social network ho conosciuto questo blog, in particolare questo post, dove mi sono riconosciuto quasi totalmente. E non sto parlando solo delle bestemmie, della matematica e dell'informatica.
 Noto con dispiacere che non sono l'unico disorientato dalla bella promessa non mantenuta, di un futuro pieno di soddisfazioni e soldi se avessimo studiato, fattaci negli anni 90, quando tutti sognavano la vita di Dylan, Kelly e Brendone. Soldi illimitati, belle case, belle macchine, belle donne e il mondo ai propri piedi nonostante i problemi di alcolismo e tossicodipendenza.

Comunque bello, me piace!