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martedì 9 luglio 2013

Sarai il bastone della mia vecchiaia ...allora te conviene mori' giovane

Fascisti, comunisti e democristiani, facevano tanto i matti e quelli che se ammazzavano di lavoro e il risultato qual'è? Un paese in ginocchio e oltre a dovergli pagare la sopravvivenza per non aver mai fatto un cazzo te li devi trovare pure in giro la mattina che non se sa ndo vanno, pare che escono de casa solo per romperti i coglioni, per farti fare tardi o molto più in generale per aumentare l'entropia dell'universo. Per non parlare di quando te li ritrovi in fila al bancomat o alla posta alle 8 di mattina...

Penso si sia capito che sto parlando dei vecchi. E' sì, proprio di quelli che divertiti ti raccontano di quando al ministero per pranzo preparavano la polenta, la generazione delle casalinghe che passavano la vita a "mandare avanti la casa", degli ex raccomandati che ti raccontano di quanti sacrifici hanno fatto nella loro vita, senza neanche immaginare quanti ne dovremo fare noi per mantenere loro, la generazione che ha passato metà della sua vita davanti la televisione. Oggi qualcuno te lo ritrovi ancora a darti ordini a lavoro, perché molti di loro dopo essere andati in pensione come dirigenti si sono riciclati consulenti.

E' tutto un magna magna" come direbbero loro, i finti indignati che colpevolizzano i politici cercando di imitarli.
La cosa preoccupante è che hanno messo al mondo pure 'na marea de furbi italiani come loro solo molto più maleducati, perché, siccome so' stati troppo impegnati a non fare un cazzo, non hanno avuto tempo per educarli.

Scusatemi vecchi, ma non ve devo niente. Anzi m'aspetterei un po' di gratitudine da parte vostra.

...e non vi aspettate che vi faccia sedere in metropolitana, perché io la prendo per andare a pagare la vostra pensione, invece voi ndo cazzo andate?

domenica 28 ottobre 2012

Vivo la mia vita un quarto di miglio alla volta tra Rebibbia e Acilia

Siccome io so' un tipo smart, come ama definirmi un collega, a lavoro ce vado co' i mezzi. Mi faccio un viaggio di un'ora e 1/4 per attraversare completamente tutta Roma, pur di non prendere la macchina. Anche perché prendendo la macchina quando mi dice bene risparmio 1/4 d'ora di vita, quando mi dice male rischio di passare 4 ore in macchina. Va be' vado con in mezzi, così posso leggere, camminare che fa' tanto bene alla circolazione, non inquino, non sperpero inutilmente energia (argomento che sempra non interessare più a nessuno, almeno a Roma, visto che molti vanno a lavoro con il carroarmato...), e risparmio pure un po' de soldi che so' sempre un problema. Quindi si può dire che io passi il mio tempo libero tra la fermata Rebibbia e Acilia. Anche io come Toretto vivo la vita un quarto di miglio alla volta, anche se non so' manco quant'è un miglio, figuriamoci un quarto, però tutti dicono che Vin Diesel è un fico... Considerando che il resto è almeno 9 ore a lavoro, dove di certo non me diverto, ringraziando er Signore almeno i colleghi so' simpatici. Quindi la giornata ideale in cui ho tanto tempo per me è 9 ore di lavoro e 2 ore e mezza di viaggio, cioè 11 ore e mezza. Quando torno a casa non c'ho manco la forza pe' caca'. Raccontai la mia giornata tipo ad un'amica spagnola e mi disse "estas loco?". Me sa de sì. Però chi ha il lavoro oggi è tanto fortunato...
Va be' ma a parte la quotidianità volevo fa' un po' di polemica oggi.
Era un venerdì e tornavo come al solito da lavoro, avevo avuto la brillante idea di staccare un po' prima sfidando anche le infondate critiche del capo, per riposare un po' e poter essere in piena forma la sera per uscire, visto che la sera prima ero uscito e stavo veramente in coma. Arrivo a Rebibbia e trovo una bella sorpresa, ossia l'interruzione della linea da Castro Pretorio a Magliana, considerando che sarei dovuto scendere a Piramide, chi conosce un po' di geografia di Roma avrà già capito che me lo stavano mettendo in culo. Allora ho pensato "va be' dai, ci sono le navette sostitutive, ottimismo!". Prendo sta navetta sostitutiva e riesco anche a sedermi. Arrivati nei pressi di Termini l'autista riesce a fare una cazzata tremenda, si infila, sbagliando strada, in via Marsala notoriamente intasata de pullman, taxi e macchine in doppia fila. A quel punto ho capito che non solo me lo stavano mettendo nel culo, ma che il tutto si sarebbe concluso con una ricca gang bang. Non dimenticherò mai le sue parole "Ao scusate ma io qua non ce so' mai stato, abito dall'altra parte de Roma...". Caro autista scusa ma non è credibile che un romano non sia mai stato alla stazione Termini. Va be' a sto punto torna indietro per via del Castro Pretorio riprendendo viale del Castro Pretorio e ritrovandoci al punto di partenza. Volevo mori'...
Alla fine avevo staccato alle 17e30 e sono arrivato a casa alle 20e30.
Tutto questo perché a Roma aveva piovuto un po' e, provo ad indovinare, non erano stati fatti alcuni lavori di manutenzione stagionali, cosa molto strana visto che qualche settimana prima tutti aspettavano con tanta ansia Cleopatra.
Allora me viene da chiedeme, ma sti 50 centesimi in più a che ve servono?


martedì 30 agosto 2011

La matematica e il mondo del lavoro (in Italia...)

I matematici sono richiestissimi, la matematica è applicabile a qualsiasi cosa, un matematico trova sicuramente un lavoro stabile a tre anni dalla laurea ecc. Tante belle parole che si abbinano male con l'idea comune che un laureato in matematica possa fare soltanto l'insegnate (che con i tempi che corrono non sarebbe comunque male). Hanno provato con il cinema a far capire al mondo che i matematici possono essere utili anche al di fuori di una scuola. Da un altro punto di vista però se la sono giocata un po' male, visto che li descrivono come gente un po' particolare (Gwyneth Paltrow e Anthony Hopkins in La prova, Russell Crowe in A beautiful mind). Nel cinema il ruolo del genio è ricoperto sempre dal disadattato. Io conosco tanta gente intelligente (in particolare laureati in matematica) non disadattati o con problemi mentali (del tipo che vedono amici immaginari... vero Alvin??). Anche se, quando ho portato un'amica alla mia facoltà di matematica per aiutarla a preparare un esame di analisi, il commento nel vedere la gente che era lì a studiare fu "che brutte facce...". Forse uno studente di matematica non si rende neanche conto dello sforzo che fa rispetto a studenti di altre facoltà. O forse sono io che non mi rendo conto che nelle facoltà di matematica c'è gente che quando ragiona si gratta la fronte, che scrive sui vetri invece che sui quaderni o fa conti impossibili fissando punti nel vuoto?
Quello di cui volevo parlare in questo post, comunque, non è il perché il cinema necessita di matematici disadattati, ma dei matematici che hanno intrapreso carriere non necessariamente legate all'insegnamento o alla ricerca matematica. Questo perché solitamente c'è disinformazione sulla laurea in matematica e sull'utilità di un matematico nel mondo del lavoro. Scrivo questo post sperando che possa essere utile a tutti quei ragazzi che stanno valutando la possibilità di iscriversi al corso di laurea in matematica.
I matematici dopo la laurea trovano quasi subito lavoro, nel settore bancario, assicurativo, nell'insegnamento (principalmente scuole private) e soprattutto nell'informatica. I matematici sono obbligati a continuare a studiare anche dopo la laurea, non necessariamente matematica, e cercare sempre di utilizzare quel modo di ragionare che li caratterizza in quello che studiano e fanno. Proprio qui sta il problema di un matematico, cercare di adattarsi ai vari mestieri cercando di sfruttare quello che ha studiato. Per un ingegnere, un medico, un avvocato è molto più semplice, sanno già cosa faranno una volta finiti gli studi, anche se a volte la strada è molto lunga. Il loro lavoro, il più delle volte, sarà strettamente legato ai loro studi, applicheranno necessariamente quello che hanno studiato, non avranno bisogno di adattarsi a realtà che apparentemente non gli appartengono. Per un matematico invece è tutto il contrario, se vuole intraprendere una strada che non sia quella della ricerca. Quella del matematico è quindi la scelta più coraggiosa perché una laurea in matematica richiede forse anche più impegno di una laurea in medicina o in giurisprudenza, ma alla fine non si arriverà a guadagnare come un medico o un avvocato, a meno che non continuerà a metterci del suo. Per riuscire a guadagnare come un avvocato non gli basta una semplice iscrizione all'albo, ma dovrà dimostrare molto di più. Questo, dipendentemente dal tipo di persona che si è, può essere stimolante o avvilente. Io sono nel mezzo, in alcuni momenti mi deprimo in altri mi esalto.
Ci sono molti laureati in matematica che hanno intrapreso delle carriere per niente ovvie per un matematico, uno su tutti è Lewis Carrol l'autore di "Alice nel paese delle meraviglie", anche se insegnò matematica per 26 anni, oppure il musicista Philip Glass. C'è poi Zaha Hadid che dopo essersi laureata in matematica ha deciso di studiare architettura ed oggi è un architetto affermato. Da appassionato di calcio non posso non citare l'imprenditore ed ex presidente della Roma Franco Sensi.
C'è poi un certo Richard Garfield segnalatomi da un collega, uno dei più famosi inventori di giochi da tavolo. C'è chi dice che un modello matematico non sia altro che un insieme di regole, proprio come un gioco.
Infine ci sarebbe da citare tanti matematici famosi che, oltre al loro lavoro di ricerca, hanno contribuito alla risoluzione di tanti problemi pratici con l'aiuto della matematica. Mi viene in mente il problema dei ponti di Königsberg risolto da Eulero da cui alla fine tirò fuori anche un teorema per la teoria dei grafi. O come non citare Alan Turing? Decrittatore durante la seconda guerra mondiale, oppure John von Neumann.
Questi nomi però sono delle eccezioni, generalmente un matematico finisce a fare il programmatore, a lavorare in banca, nelle assicurazioni o a insegnare, insomma a fare l'impiegato. La domanda che ci si dovrebbe porre è se si è abbastanza appassionati di matematica da farsi un mazzo per 5 anni almeno, per poi rischiare di non avere soddisfazioni professionali e quindi economiche. Perché, parliamoci chiaro, ci sono molte altre lauree che alla fine non daranno soddisfazioni professionali, ma ne daranno tante economiche. Non tutti i medici diventeranno dei Dr. House, ma anche l'ultimo dei medici dell'ultima clinica d'Italia andrà a guadagnare di più di un programmatore.
Per quanto mi riguarda per il momento sono abbastanza fortunato a lavorare per una società che crede molto nei matematici, staremo a vedere.