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venerdì 27 maggio 2011

E' questa la migliore società possibile?

E’ un po’ che ho un’idea dell’irreversibilità della stupidità delle società dei paesi occidentali ed è un po’ che non scrivo post su temi un po’ scomodi, ma soprattutto è un po’ che non scrivo sul blog, anche se in realtà sto preparando un post da un po’ di tempo. Nel frattempo oggi ho avuto una prova della stupidità delle masse che mi è sembrata un po’ una conferma a quello che penso da un po’. Le società dei paesi occidentali sono ormai considerate libere e democratiche, ad esempio noi siamo liberi di pensare e (fino a un certo punto) dire tutto quello che vogliamo, siamo liberi di andare dove vogliamo, le donne non sono più considerate un essere inferiore, ma anzi sono arrivate anche a ricoprire ruoli molto importanti. Questa libertà di pensiero porta però a far in modo che ognuno di noi abbia un opinione, il che è una buona cosa ma l’invidia è una brutta bestia. Infatti sono pochi quelli capaci di ascoltare e anzi di solito siamo tutti detentori della verità. In continuazione sento gente lamentarsi del governo, dei politici corrotti che ormai rubano alla luce del giorno senza neanche avere la cortesia di far finta che non sia così. Gente lamentarsi dei continui aumenti ingiustificati del carburante e tante altre belle cose… Una volta queste cose si risolvevano con le rivoluzioni, il popolo si faceva “abbindolare” da qualche rivoluzionario che, anche se le cause potevano essere discutibili, apportava un cambiamento al proprio paese nel bene o nel male. Oggi ci hanno insegnato a essere talmente intelligenti e indipendenti da qualcuno che ci spieghi quello che pensiamo che è diventato impossibile pensare di fare una rivoluzione. Penso a tanta gente come Grillo e Travaglio, o Piero Ricca che portano avanti dei movimenti o comunque fanno un tipo di informazione diciamo “originale”, ora io non so se lo scopo di questa gente è proprio il bene dell’Italia o un altro, la verità nessuno la sa, fatto sta che molte volte non dicono proprio delle fesserie. Con tutto ciò c’è gente che pur di far vedere che hanno un punto di vista originale criticano questa gente. Questo perché non è facile dimostrare la buona fede, anzi ho sentito dire molte volte “i politici rubano tutti e io voto quello che almeno non fa finta di non rubare”. Forse potremmo fidarci di qualcuno che per un qualche oscuro motivo (tra cui è doveroso metterci l’amore per il proprio paese) comunque dice cose che sotto sotto condividiamo. Il vero problema è che pensiamo di essere liberi e detentori della verità ma in realtà è proprio questa la nostra gabbia, vista la stupidità media delle persone. Noi siamo stupidi come quelli che cento anni fa avevano il coraggio di farla una rivoluzione, soltanto che oggi ci hanno educato ad avere sempre un punto di vista sulle cose ed ad essere speciali, infatti proprio oggi mentre ero in piscina ho assistito all’ennesimo evento di idiozia. Le corsie per il nuoto libero erano 3 c’erano 1 persona nella prima corsia e 2 nelle altre 2, sono arrivati altri due tizi e ci siamo ritrovati in 4 in una corsia, e 2 e 1 nelle restanti, tra l'altro nella corsia da 4 c’ero io… Quando ho assistito a questo evento ho pensato “poveri statistici…”. Persone che non sanno neanche distribuirsi equamente come possono avere un’opinione su come e chi dovrebbe governare un paese e avere un’idea di come dovrebbe essere una società? I politici secondo me questa cosa la sanno bene e ci rivoltano come pedalini, come si dice… ti piace vincere facile?
Nasciamo con la possibilità di avere un’opinione e con l’illusione che conti qualcosa. Tante opinioni differenti non portano a niente, ma solo a salvaguardare gli interessi di qualcuno. Una canzone di John Lennon dice "appena nasci ti fanno subito sentire piccolo", oggi non è più così e la nostra generazione di questo passo non arriverà a fare mai quello che fece quella generazione.
Ho pensato però anche ad un’altra cosa… e se fosse questa la migliore società possibile?

p.s.: Con questo non voglio ovviamente avere la pretesa che quello che ho scritto sia tutto corretto e non ho la pretesa di essere più intelligente di nessun altro, neanche di quelli che non si sanno distribuire equamente in una piscina, dico solo che ogni tanto basterebbe mettere da parte un po' di orgoglio e cercare di ascoltare gli altri per una più piacevole e pacifica convivenza.

venerdì 3 dicembre 2010

Liberi come pirati

Premetto che non mi sono informato sulle interpretazioni delle diverse scuole di pensiero del concetto di libertà, sinceramente neanche mi interessano, mi ricordo però che quella kantiana non era male.
In una chiacchierata tra amici, qualche tempo fa, si concordava sul fatto che la libertà di ognuno finisce lì dove inizia quella di un altro. Su questa cosa penso che si possa essere tutti d'accordo, anche perché se vogliamo si può vedere anche topologicamente. Se fossimo veramente tutti liberi di agire saremmo liberi di fare ad ognuno ciò che vogliamo, andando a ledere la libertà degli altri, e quindi ci sarebbero persone non libere e otterremmo un assurdo. Quello che penso è che esiste una quantità finita di libertà e l'uomo con la società e le sue regole ha provato a distribuirla equamente, quindi il modo migliore di essere liberi è accontentarsi della nostra porzione e rispettare delle regole che, a volte, non ci fanno sentire liberi. Ad esempio noi siamo sicuramente liberi di pensare quello che vogliamo ma non siamo sempre liberi di aprire bocca (mi vengono in mente i negazionisti). Rispettare le regole però non è esattamente nella natura umana, come non lo è nella natura di nessun essere vivente (terrestre). Quindi quello che facciamo tutti i giorni è cercare di accaparrarci più libertà possibile, come? Semplicemente cercando di guadagnarci un posto sempre più in alto nella società. Io speravo di non arrivarci, ma l'analogia tra denaro e libertà in questo discorso è lampante. Infatti il denaro è finito e cerchiamo costantemente di averne sempre di più e più contiamo nella società e più abbiamo denaro. Il denaro ci permette di fare e (in base a quanto ne abbiamo) di far fare agli altri quello che vogliamo. Questo è il motivo del perché siamo così avvelenati di denaro, per essere sempre più liberi. Il denaro è l'indice di quanto contiamo in una società e quindi di quanto siamo liberi. Sarebbe utopico se veramente tutti rispettassero le regole e non ci fossero persone più importanti e quindi più libere di altre (queste dovrebbero essere le basi del vero significato di anarchia). In fin dei conti siamo tutti dei pirati.

p.s.: da questo punto di vista non è così triste l'amore per il denaro, no?!

martedì 16 novembre 2010

Punti di vista

Nella mente umana le idee danno, molto spesso, fondamento a delle convinzioni, cioè indizi a volte sensoriali a volte logici che fanno si che la nostra mente possa creare delle verità che potrebbero non stare in piedi, ma che grazie a particolari stati d'animo e/o schemi logici, che spesso per pigrizia non mettiamo mai in discussione, diventano vere nella nostra testa. Perché esistono le simpatie e le antipatie? Le simpatie e le antipatie a mio parere sono frutto del caso, la mente umana segue un processo di crescita nella vita e questo processo è condizionato dagli avvenimenti che ci coinvolgono, quindi si può pensare a tale sviluppo come a un processo stocastico. Un punto di vista differente fa passare una persona da antipatica a simpatica, e questo è dovuto proprio al particolare processo che la nostra mente ha percorso fino ad arrivare ad interagire con quella persona. Essendo tutto frutto del caso, anche le nostre vite e quello che riusciremo a fare sarà tale, si certo quello che faremo in vita dipende tutto da noi, ma anche dal nostro passato e dal particolare percorso che la nostra mente ha seguito. Infatti c'è chi non chiede altro dalla vita che avere una famiglia, chi vorrebbe guadagnare molti soldi, chi vorrebbe cambiare il mondo, ma tra il dire e il fare... La verità è che chi arriverà ad ottenere gli obiettivi prefissati ce la farà solo perché ha avuto la fortuna di intraprendere un determinato percorso mentale. Infatti quando iniziamo a vedere gli obbiettivi sfumarsi ci iniziamo ad accontentare. Nella vita non basta crederci, ma bisogna avere la mente preparata per arrivare ad ottenere determinati obiettivi, gli americani si riferiscono a questa cosa con il termine "sound mind", ossia la tua mente può essere adatta a qualsiasi tipo d'impresa, ma deve anche essere preparata ad affrontarla e questa dote è solo frutto del caso. Insomma una piuma in culo non fa di noi una gallina...

mercoledì 3 novembre 2010

Bigmouth strikes again

È sempre corretto dire la verità, o la propria opinione, ad un amico o alla propria ragazza/o, anche sapendo che ci rimarrebbe male? È un po' che mi faccio questa domanda, a quanti di noi non è mai successo di perdere un amore o un'amicizia semplicemente perché siamo stati (o sono stati) troppo onesti dicendo sempre la verità e/o quello che si pensa oppure, viceversa, semplicemente perché non abbiamo sempre espresso realmente le nostre idee? A tal proposito ricordo una delle storie d'amore più belle (secondo me), quella tra due personaggi del romanzo "Fondazione anno zero" di Asimov. Per tutta la storia il protagonista (Hari Seldon) sarà sposato con un robot (Dors Venabili), che ha il compito di proteggere la razza umana così come le leggi della robotica impongono (questo giustifica il suo matrimonio con un essere umano). Vi dirò solo (eventualmente qualcuno non l'avesse ancora letto e ha intenzione di farlo) che, quando Hari Seldon viene a sapere della vera natura della moglie, non smetterà comunque di amarla. Questo per dire che in questo caso una relazione basata sulla bugia ha comunque portato ad un grande amore, se Hari Seldon avesse saputo da subito che Dors era un robot, l'avrebbe sposata comunque? La mia conclusione è che non sempre è necessario dire la verità o essere sinceri nell'esprimere un'opinione o un giudizio. Così come quando un bambino ti mostra un suo disegno, come si fa a non dire "è bellissimo!"?

N.b.: io di solito faccio esattamente il contrario in pieno stile oasis (my big mouth), o meglio smiths (bigmouth strikes again).

lunedì 1 novembre 2010

Un'opinione sulle opinioni

Qualche giorno fa mi sono ritrovato in una discussione tra amici in cui alla fine non si è capito chi avesse ragione, la causa di ciò è dovuta proprio al fatto che ognuno aveva una propria opinione e generalmente non si è disposti a rimpiazzare le proprie opinioni con quelle di altri, a meno che non veniamo convinti con la logica, ma a quel punto non sarebbe più un'opinione. Non sarebbe molto più facile se usassimo più spesso la logica come fanno i Vulcaniani? In principio il nome di questo blog doveva essere "su ciò di cui non si può parlare si deve tacere" (poi ho scoperto che già esisteva un blog con questo nome e quindi ho scelto una frase di John Winston Lennon, ma questa è un'altra storia), forse sarebbe il caso di evitare di accanirci in dibattiti che non portano a niente perché basati su delle opinioni.
Un'altra domanda importante è, perché abbiamo così bisogno di esprimere la nostra opinione e di imporla su quelle degl'altri? Su questo argomento non ho ancora un'opinione, anche se credo che alla fine si riduca tutto in "rito d'accoppiamento".
Voi che ne pensate? Avete la mia stessa opinione?

p.s.: se non fosse per le opinioni questo blog non avrebbe modo di esistere, quindi evviva le opinioni!!!
p.p.s.: mi sento come Carrie Bradshaw a scrivere su questo blog.